Compendio

   

 

 

Sui concetti di «compendio» e «manuale di istituzioni» si sono formati dei luoghi comuni erronei, che occorre sfatare.

 

La denominazione di questo portale telematico (www.compendi.it) non comporta che le opere ivi ospitate trascurino la completezza dei dati, che conseguentemente forniscano informazioni parziali.

Infatti il lemma <<compendio>> non significa né è mai stato sinonimo di parzialità dell'informazione. È vero il contrario, perché soltanto una sintesi esaustiva, per definizione priva di digressioni, è in grado di offrire una conoscenza accessibile a tutti e, contestualmente, rapida, globale e analitica, sì da rendere profondo il senso delle cose.

Non a caso l'erudito latino Nonio Marcello, un uomo che faceva della cultura una ragione di vita, scrisse una poderosa raccolta dello scìbile umano del suo tempo e la intitolò «De compendiosa doctrina».

Errore opposto per il concetto di «manuale di istituzioni». Il lemma «istituzioni» corrisponde al lemma latino institutiones (che deriva da instituoinstituere, in senso traslato «istruire», «ammaestrare», «insegnare»), con il quale erano indicati, nell'antichità classica, i manuali elementari introduttivi allo studio di una data disciplina. Elementari giustappunto, perché la materia con essi insegnata era esposta in maniera elementare e sistematica.

In proposito sono numerose le institutiones della letteratura latina che ci sono note, tra queste quelle di retorica (la Institutio oratoria di Quintiliano), di teologia (i Libri institutionum divinarum di Lattanzio), di diritto (scritte, tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo, da giureconsulti del calibro di Gaio, Fioretino, Ulpiano, ecc.; nonché le institutiones che l'imperatore Giustiniano fece compilare nel 533 ad uso della gioventù desiderosa di apprender leggi: «cupida legum iuventus»).

È con riferimento a questa tradizione latina che, ancora oggi, si denominano con il lemma «istituzioni» i manuali o corsi di studio elementari (es., istituzioni di diritto privato), raramente anche di discipline non giuridiche (si pensi ai manuali intitolati istituzioni di economia politica, istituzioni di ragioneria generale, ecc.).

Nel corso del tempo si è quindi formato un paradosso, o meglio, una contraddizione in termini: il «compendio», che offre informazioni complete e prive di digressioni, è da taluni erroneamente ritenuto fonte d'informazione elementare e parziale; per converso, il «manuale di istituzioni», che per definizione dovrebbe contenere informazioni elementari (rectius i rudimenti di una data disciplina) è, sempre soltanto da alcuni, ritenuto erroneamente sinonimo di esaustività e complessità.

 

 

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