Compendio
Sui
concetti di «compendio» e «manuale di istituzioni» si sono formati dei luoghi
comuni erronei, che occorre sfatare.
La denominazione di questo portale
telematico (www.compendi.it) non comporta che le opere ivi ospitate trascurino
la completezza dei dati, che conseguentemente forniscano informazioni parziali.
Infatti il lemma <<compendio>> non significa né è mai stato sinonimo di parzialità
dell'informazione. È vero il contrario, perché soltanto una sintesi
esaustiva, per definizione priva di digressioni, è in grado di offrire una
conoscenza accessibile a tutti e, contestualmente, rapida, globale e analitica,
sì da rendere profondo il senso delle cose.
Non a caso l'erudito latino Nonio Marcello, un uomo che faceva della
cultura una ragione di vita, scrisse una poderosa raccolta dello scìbile umano
del suo tempo e la intitolò «De
compendiosa doctrina».
Errore opposto per il concetto di «manuale
di istituzioni». Il lemma «istituzioni» corrisponde al lemma latino institutiones (che deriva da instituo – instituere, in senso traslato «istruire», «ammaestrare»,
«insegnare»), con il quale erano indicati, nell'antichità classica, i manuali
elementari introduttivi allo studio di una data disciplina. Elementari
giustappunto, perché la materia con essi insegnata era esposta in maniera
elementare e sistematica.
In proposito sono numerose le institutiones della letteratura latina
che ci sono note, tra queste quelle di retorica (
È con riferimento a questa tradizione
latina che, ancora oggi, si denominano con il lemma «istituzioni» i manuali o
corsi di studio elementari (es.,
istituzioni di diritto privato), raramente anche di discipline non giuridiche
(si pensi ai manuali intitolati istituzioni di economia politica, istituzioni
di ragioneria generale, ecc.).
Nel corso del tempo si è quindi formato un
paradosso, o meglio, una contraddizione in termini: il «compendio», che offre
informazioni complete e prive di digressioni, è da taluni erroneamente ritenuto
fonte d'informazione elementare e parziale; per converso, il «manuale di istituzioni»,
che per definizione dovrebbe contenere informazioni elementari (rectius i rudimenti di una data
disciplina) è, sempre soltanto da alcuni, ritenuto erroneamente sinonimo di
esaustività e complessità.
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