Gli enti che decidono di offrire delle borse di studio alle migliori dissertazioni universitarie impongono dei requisiti per effettuare una prima selezione dei potenziali partecipanti. Alcune volte lo fanno attraverso richieste plausibili, altre volte eccessive, altre ancora piuttosto bizzarre, in rari casi clamorose e fuori luogo: è questa l’ipotesi del concorso istituito da quei cervelloni della banca popolare di Spoleto, i quali, dimenticando che trattasi di un ricompensa alla cultura e non di una selezione di futuri militari, hanno ritenuto di escludere coloro i quali abbiano subìto condanne penali o che siano coinvolti in procedimenti penali, facendo obbligo al futuro vincitore di presentare sia il certificato dei carichi pendenti sia il certificato generale del casellario giudiziario.
Fatta questa dovuta premessa, le altre condizioni da soddisfare per partecipare non sono da meno, anzi. Cominciando dalla votazione conseguita, nel bando si legge «voto di laurea non inferiore a 110/100», così hanno considerato essere un minus ciò che in realtà è un massimo.
Ma andiamo avanti. Non ci sono limiti di ateneo quanto alla provenienza, ma l’anno accademico ammesso è uno soltanto, il 2008-2009; l’argomento della tesi di laurea deve essere di carattere economico o bancario (non avrebbe potuto essere altrimenti considerate la natura e l’attività svolta dal “benefattore”) e la laurea di tipo magistrale, ossia sono escluse le triennali.
Per concludere in pompa magna, in questa diciassettesima edizione del concorso Guido Carli, il riconoscimento è uno soltanto, di euro 2.600, e non si sa se al lordo delle ritenute fiscali.
La domanda di partecipazione dovrà pervenire all’organizzatore entro il 31 maggio 2010.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina di notizia della banca popolare di Spoleto e al regolamento ufficiale.
In bocca al lupo a quei pochi che saranno presenti sui blocchi di partenza.
26-04-2010